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Oligarca e mediatore: la seconda vita di Abramovich e la spola Mosca-Kiev

Prometheus Redaktion
Oligarca e mediatore: la seconda vita di Abramovich e la spola Mosca-Kiev

GUERRA IN UCRAINA Oligarca e mediatore: la seconda vita di Abramovich e la spola Mosca-Kiev È uno degli uomini più ricchi di Russia, con cittadinanze anche israeliana e portoghese, già governatore della regione della Chukotka, dove ha elargito donazioni, ma noto al pubblico occidentale per i trionfi calcistici alla guida del Chelsea. Oligarca e mediatore: la seconda vita di Abramovich e la spola Mosca-Kiev È uno degli uomini più ricchi di Russia, con cittadinanze anche israeliana e portoghese, già governatore della regione della Chukotka, dove ha elargito donazioni, ma noto al pubblico occidentale per i trionfi calcistici alla guida del Chelsea. MOSCA/KIEV - Roman Abramovich è uno degli uomini più ricchi di Russia, con cittadinanze anche israeliana e portoghese, già governatore della regione della Chukotka, dove ha elargito donazioni, ma noto al pubblico occidentale per i trionfi calcistici alla guida del Chelsea. Nella sua avventurosa vita, di cui fanno parte anche tre matrimoni e sette figli, si apre ora, o meglio si riapre, un nuovo capitolo: quello di mediatore per i contatti riservati tra Kiev e Mosca. Quando venerdì, parlando al Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), Vladimir Putin ha reso noto che un imprenditore a lui vicino era stato invitato in Ucraina dal presidente Volodymyr Zelensky, che gli ha affidato una proposta al capo del Cremlino per un incontro diretto, per i più è stato facile indovinare di chi si trattava. Di Abramovich, appunto, come poi ha confermato il Financial Times citando quattro fonti a conoscenza dei fatti. E del resto già nelle prime settimane dall'inizio del conflitto, nel 2022, l'oligarca aveva partecipato a trattative tra le delegazioni russa e ucraina, sia recandosi a Kiev sia presenziando a una tornata di negoziati a Istanbul. Proprio sulle rive del Bosforo Abramovich, 60 anni, si è trasferito a partire da quel 2022, lasciando Londra dopo essere stato colpito da sanzioni da parte della Gran Bretagna e dell'Unione europea. L'oligarca di origine ebraica era comunque già in possesso di una cittadinanza israeliana e una portoghese, ottenuta grazie alla allora Legge del Ritorno, di cui potevano beneficiare i discendenti degli ebrei sefarditi espulsi dalla Penisola Iberica a partire dal XV secolo. Con Abramovich, scrive la testata russa Rbc, sono emigrati in Turchia per sfuggire alle sanzioni anche i suoi due mitici yacht: il Solaris, di 140 metri, e l'Eclipse, di 160 metri. Secondo Forbes, Abramovich ha un patrimonio di 9,3 miliardi di dollari. La gestione è affidata soprattutto alla società d'investimenti Millhouse. L'imprenditore detiene tra l'altro oltre il 28% delle quote del gruppo metallurgico Evraz. Ma la sua fortuna è stata costruita sul petrolio. Negli anni '90 fondò con un altro oligarca, Boris Berezovsky, la compagnia petrolifera Sibneft, di cui poi riuscì a ottenere l'esclusivo controllo.Nel 2005 Abramovich cedette la Sibneft alla Gazprom per 13 miliardi di dollari, realizzando, sottolinea ancora Rbc, "la più grande operazione commerciale nella storia della Russia". L'avventura di Abramovich come proprietario del Chelsea è durata invece dal 2003 al 2022, quando ha venduto il club londinese al consorzio americano BlueCo. Nei quasi vent'anni sotto la sua guida, la squadra ha vinto cinque campionati inglesi, due Europa League, due Champions League e un mondiale per club. Ora nella sua seconda vita, quella di mediatore tra due Paesi in guerra da oltre quattro anni, la sua partita più difficile. chelseamediazioneoligarcaputinroman abramovichrussiasanzioniturchiaucrainazelensky

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